di Fiorenzo Dosso
Un autogol decisivo a favore è una emozione a parte.
Contemporaneamente, infatti, si gode un po’ più del solito...ma anche un (pochino) meno.
Di più perché alla soddisfazione da vincitore si aggiunge la beffa dello sconfitto.
Di meno (appena appena) per il fatto che, in fondo, la palla non è stata messa dentro direttamente.
“Ci sono vittorie che sono ancora più belle se arrivano con una buona dose di fortuna nostra e, di conseguenza, di scalogna degli altri. Specialmente quando l’avversario non rientra tra quelli propriamente definiti simpatici” . Dal Vangelo calcistico dell’Avvocato Peppino Prisco.
Uno ‘hors categorie’. Come certe leggendarie salite del Tour de France.
Uno ‘fuori categoria’. Per arguzia, empatia, spontaneità, intelligenza. Per tutto e per sempre.
Lo dice uno che non ha alcuna inclinazione nerazzurra.
Né milanese né di altre prestigiose piazze lombarde.
Tanto che prendo al volo l’assist dell’Avvocato, dalla prima all’ultima parola, proprio per raccontare due successi del Monza contro i nerazzurri di Bergamo: il 2-0 del 14 marzo 1971 e l’1-0 del 5 dicembre 1982. 3 reti dei bagaj, 3 autoreti, 3 cioccolatini da scartare e assaporare con gusto.
Fortuna e magia. Senza sottilizzare sul ‘come’.
14 marzo 1971
Lo splendido campionato precedente (5° posto e Serie A inseguita fino alla penultima giornata) è ormai solo sbiadito ricordo. Gigi Radice prova in tutti i modi a pungolare una squadra apatica. Che galleggia in un anonimo centro classifica.
La vittoria di Cesena, firmata da una doppietta di Emiliano Mondonico, a inizio febbraio sembra la chiave di volta della stagione. Amara illusione.
Seguono la sconfitta casalinga col Palermo e i deludenti pareggi a Como e con il Novara al Sada.
Il disastroso poker di Perugia (4-1 con platonico gol della bandiera al 90°) provoca la reazione del Presidente Aurelio Cazzaniga e della società.
Eloquente l’occhiello in apertura delle pagine sportive su ‘Il Cittadino’ del 11 marzo 1971:
“Il Consiglio Direttivo del Monza si è riunito per prendere in serio esame la grave situazione della squadra dopo la sconfitta di domenica scorsa. Al fine di scuotere tecnici e giocatori, il sodalizio ha ritenuto opportuno prendere pesanti provvedimenti disciplinari e finanziari a carico di calciatori e tecnici con forte riduzione degli emolumenti nei confronti di ciascun tesserato. In particolare sono stati sospesi dalla rosa alcuni titolari che, pertanto, saranno anche privati dei relativi premi partita”.
Alle porte c’è la Super Dea di Giulio Corsini. I bergamaschi sono tecnicamente superiori e arrivano in Brianza arrabbiati per aver appena perso il primato in classifica nello scontro diretto casalingo con il Mantova di Gustavo Giagnoni, l’indimenticabile mister con il colbacco.
Un misto di orgoglio e puntiglio anima i bagaj. Che in meno di mezz’ora scatenano la loro reazione e annichiliscono una squadra nettamente più forte. E chissenefrega se i due gol sono altrettanti regali della difesa bergamasca. Il primo di Vavassori (con la netta complicità di Anzolin e il furbo zampino biancorosso di Lucio Bertogna), il secondo di Maggioni (classica deviazione su un tiro dal limite di Prato). Il Sada si stropiccia gli occhi. ‘Vi vogliamo cosi!”.
Quello del Monza sarà, però, effimero fuoco di paglia: la sfilza di pareggi porterà, infatti, a una grigia e anonima salvezza. A fine stagione si chiuderà il rapporto con Gigi Radice.
Da parte sua, l’Atalanta accusò il colpo ma seppe riprendersi e agguantò la Serie A vincendo lo spareggio a tre con Bari e Catanzaro.
Domenica 14 marzo 1971 – Monza, Stadio Sada
MONZA-ATALANTA 2-0 (2-0)
MARCATORI: Vavassori (A) autorete al 10’ pt - Maggioni (A) autorete al 26’ st
MONZA: Cazzaniga, Onor, D’Angiulli, Reali, Prato, Pepe, Lanzetti, Facchinello, Bertogna, Caremi, Golin
Allenatore: Radice
ATALANTA: Anzolin, Maggioni, Divina, Savoia, Vavassori, Leoncini, Sacco, Pirola, Doldi, Moro, Leonardi (5’ st Donina)
Allenatore: Corsini.
ARBITRO: Barbaresco di Cormons
NOTE: Spettatori 7.000 circa, di cui 5375 paganti. Incasso di Lire 7.882.500.
5 dicembre 1982
E’ la prima vittoria del Monza del Sor Guido. I pareggi di Varese e con la Pistoiese al Sada e la sconfitta di Arezzo avevano alimentato i mugugni di stampa e tifo: eravamo ultimi (con il Bari) la sera dell’esonero di Fontana, siamo ultimi (con il Bari) al termine del primo mese di cura Mazzetti. Encefalogramma piatto. Papà e amici cedono alla depressione.
Io e la mia inseparabile sciarpa biancorossa non ci arrendiamo. Fa un freddo boia.
La Dea di Ottavio Bianchi, che aveva condiviso con noi la promozione in B nella indimenticabile estate del '82, navigava in tranquille acque di centro classifica. Onestamente non ho nitida memoria dell’esatta dinamica dell’autorete di Filisetti (azzarderei una traiettoria di Ronco fatalmente modificata da uno stinco dello stopper ospite, ma chiedo il beneficio del dubbio).
Era il quarto d’ora di gioco. Ricordo, invece, molto bene la grande sofferenza che fece da interminabile count-down fino al 90'. 75 minuti che - letteralmente - non passavano più.
Un vero e proprio stillicidio. Con l’ultima mezzora in trincea e in apnea.
Fu quella la volta in cui cominciai a innamorarmi dello straordinario lavoro di due centrocampisti dai polmoni inesauribili, dai garretti d’acciaio e dal cuore grandissimo: Stefano Trevisanello e Giorgione Papais. Il primo, stravolto, venne sostituito nel finale e il Sada gli riservò una autentica standing ovation. Il secondo, onnipresente, risultò - per distacco - il migliore in campo.
La stagione di quel Monza continua a rappresentare una delle pagine più belle della nostra storia: dall’ultimo al settimo posto. Per dare un'idea del capolavoro biancorosso: l’Atalanta chiuse un punto dietro.
L’autogol decisivo a favore è, davvero, una emozione a parte.
Eppure, Peppino Prisco docet, ci sono vittorie ancora più belle e ‘gustose’ se propiziate da un briciolo di fortuna...
Domenica 5 dicembre 1982 – Monza, Stadio Sada.
MONZA-ATALANTA 1-0 (1-0)
MARCATORE: Filisetti (A) autorete al 14’ pt
MONZA: De Toffol, Fontanini, Peroncini, Trevisanello (37’ st Castioni), Baroni, Fasoli, Marronaro (26’ st Bolis), Saini, Pradella, Ronco, Papais. A disposizione: Mascella, Colombo, Mitri. Allenatore: Mazzetti
ATALANTA: Benevelli, Rossi, Bruno, Snidaro (1’ Madonna), Filisetti, Perico, Agostinelli, Magrin, Mutti, Foscarini, Savoldi (22’ st Sandri). A disposizione: Bordoni, Codogno, Donadoni. Allenatore: Bianchi
ARBITRO: Lombardo di Marsala