Associazione Calcio Monza S.p.A.

NOVEMBRE 1977: L’INTRAMONTABILE FASCINO DEL 2-2 CON IL CATANZARO


di Fiorenzo Dosso


Ci sono partite che sembrano cronaca. E sono mito da 45 anni.

Ci sono pomeriggi per sempre. Che continueranno a ispirare ricordi dolcissimi.

Come Monza-Catanzaro 2-2 del 27 novembre 1977.

Per una lunga serie di motivi.

Alcuni logici: la perentoria rimonta biancorossa dopo il disastroso inizio (1 punto in 5 gare), la veloce e perfetta integrazione dei tanti nuovi giocatori arrivati dal mercato autunnale, l’incrollabile fiducia in Alfredo e nei grandi ‘vecchi’, l’entusiasmo per la ritrovata titolarità di Sanseverino.

Il ‘mio’ capitano.

Altri meno: difficile, ad esempio, spiegare razionalmente il fascino che esercitava il Catanzaro sul ragazzino monzese che ero. Un po’ di (sana) invidia per quei due loro campionati di Serie A (1971-72 e 1976-77), l’alone di mistero (campo allagato... senza precipitazioni) che aveva accompagnato la leggendaria vittoria casalinga sulla Juventus, la curiosità di vedere da vicino l’uomo che segnava direttamente dalla bandierina (Palanca). E infine la sincera ammirazione per la viscerale passione che spingeva i tanti calabresi del nord a stringersi intorno alla loro squadra.

In effetti il colpo d’occhio, interamente e fieramente giallorosso, della curva ospiti del Sada è uno dei più suggestivi della mia ancora giovane esperienza di tifoso. Il cassiere brianzolo ringrazia.

Io mi accomodo dalla parte opposta. Esattamente dietro la porta.

Posizione che risulterà strategica nel convulso finale.

Monza e Catanzaro sono appaiate nel gruppone di centro classifica a quota 11 (in altrettante giornate). Il campionato cadetto è, per definizione, lunghissimo. Solo il super Ascoli di Rozzi e Renna è già in fuga: tutte le altre vivono nel limbo tra sogni e paure.

I calabresi sono attrezzati per l’immediato ritorno in Serie A, anche se la sconfitta di Lecce ha raffreddato un po’ gli entusiasmi.

I ‘bagaj’ - archiviato il terribile avvio - hanno trovato solidità ed equilibrio. Lo splendido colpaccio di Cagliari è stata probante conferma di una squadra in grande salute psicofisica.

Ci sono pomeriggi per sempre. Quelli che per riavvolgere il nastro non servono ricerche.

Ci sono ricordi che basta chiudere gli occhi per tornare là: nel nostro pollaio magico.

La maglia blu del Catanzaro, il cappellino giallorosso del portiere ospite, i raggi del pallido sole novembrino che - per contrasto cromatico - regalano ulteriore splendore ai nostri colori bellissimi.

E una partita spettacolare. Intensa. Vibrante. Agonisticamente combattuta.

Con una trama e quattro gol stampati forever in quella parte indefinita tra mente e cuore.

Il Monza approccia alla grande: traversa di Gorin e occasione per Silva. Vantaggio maturo e puntualmente concretizzato da una sberla al volo di Scaini. Poco dopo Sanseverino si incunea in area ma scarica addosso a Pellizzaro. La nemesi è in agguato: dal 2-0 all’1-1 il passo è breve. Scriteriata uscita di Pulici che travolge Vincenzi, Rossi è in agguato e consegna a Palanca l’assist del comodissimo pareggio. Ulteriore beffa: il terzino biancorosso, messo ko dal suo portiere, è costretto alla resa. Il Monza accusa il colpo. Alfredo inserisce Zandonà e, nell’intervallo, lavora soprattutto sulla testa dei ragazzi. Che ritrovano smalto e morale. L’arbitro declassa un clamoroso rigore (fallo su Silva) in una inconcepibile punizione a due a un metro dalla riga di porta; poco dopo Pellizzaro vola a togliere dall’incrocio un bolide di De Vecchi.

A un quarto d’ora dal termine, la giornata completamente negativa del portierone brianzolo ‘gela’ il Sada: corner di Palanca, Pulici sembra la ‘Vispa Teresa’ sorpresa da gentili farfallette, la testa di Zanini esalta la torcida giallorossa.

Il Monza schiuma bile e rabbia: Ranieri salva sulla linea una conclusione di Gorin.

Il Catanzaro punge in velenoso contropiede: traversa di Rossi.

Mi sto rassegnando al peggio ma a 4 minuti dalla fine... sono al posto giusto al momento giusto: calcio d’angolo di Gorin, mischia gigante, corta respinta di un difensore e furbescamente rapinoso tap-in vincente da terra di Silva. Gli ospiti protestano, il pessimo arbitro ‘compensa’ il penalty non concesso al Monza e sancisce il 2-2. Dalla mia posizione ho visto tutto benissimo: nettissima la ‘manina’ con la quale il centravanti si è aggiustato la sfera prima di girare in fondo al sacco.

Ci fosse stato il Var sarebbe - forse - finita sempre 2-2 (rigore per il Monza e gol annullato).

Eppure, nessuno strumento tecnologico - per quanto indispensabile - potrà mai sostituirsi alle genuine emozioni di un calcio ormai lontano nel tempo.

Ma che ha sedimentato radici salde e profonde in tanti di noi.


Monza, Stadio Sada. Domenica 27 novembre 1977

MONZA-CATANZARO 2-2 (1-1)

MARCATORI: Scaini (M) al 18’ pt – Palanca (C) al 25’ pt – Zanini (C) al 29’ st – Silva (M) al 41’ st.

MONZA: Pulici, Vincenzi (28’ pt Zandonà), Anquilletti, De Vecchi, Lanzi, Scaini, D. Gorin, Acanfora, Silva, Lorini, Sanseverino. A disposizione: Incontri, Cantarutti. Allenatore: Magni

CATANZARO: Pellizzaro, Arrighi, Banelli, L. Maldera, Groppi (1’ st Zanini), Ranieri, R. Rossi, Nicolini, Improta, Arbitrio, Palanca. A disposizione: Casari, Borzoni. Allenatore: Sereni

ARBITRO: Lapi di Firenze

NOTE: Spettatori oltre 10.000. Di cui 8656 paganti per un incasso di Lire 27.152.800. Abbonati 1.500. Larghissima rappresentanza ospite.