di Fiorenzo Dosso
La dolcissima poesia di un’amichevole.
Lo struggente amarcord di una serata speciale.
Il maggio del '76 è stato qualcosa di straordinario in chiave biancorossa e granata.
1 maggio (0-0 al Druso di Bolzano): il Monza più spettacolare di tutti i tempi raggiunge - con un campionato entusiasmante e in clamoroso anticipo di 6 turni - la promozione in Serie B.
16 maggio (1-1 al Comunale con il Cesena): il Toro più amato dopo Superga vince - a 27 anni di distanza dall’ultima tragica trasferta degli Invincibili - uno scudetto che profuma di leggenda.
La stagione biancorossa è ancora lunga: nel mirino un clamoroso ‘triplete’. Alfredo Magni e i suoi splendidi ragazzi sono impegnati su altri due fronti: il Trofeo Anglo-Italiano e la Coppa Italia di Serie C.
La stagione granata è, invece, terminata. Gigi Radice - da Monza prese il volo, al Toro costruì un capolavoro - e i suoi Campioni d’Italia, centellinando le emozioni del trionfo, si godono l’infinito affetto di un popolo ebbro di felicità.
Io ho poco più di 12 anni. Il calcio è fonte quotidiana e perenne di passione e di conoscenza.
Facilitato dall’impareggiabile fascino della numerazione dal 1 al 11, imparo a memoria formazioni mitiche. In ordine cronologico:
Quella del Grande Torino - da Bacigalupo a Ossola - estasiato dai racconti di papà.
Quella del Brasile '70 - da Felix a Rivelino - definita la squadra più forte di tutti i tempi.
Quella dell’Olanda '74 - da Jongbloed a Rensenbrink - rivoluzionaria e spettacolare.
Quella del ‘mio’ Monza - da Terraneo a Sanseverino - che mi ha regalato un anno stratosferico.
Quella del Torino fresco di scudetto - da Castellini a Pulici - pieno di grandi ex biancorossi.
Ancora non so, e nemmeno immagino, che diventeranno - tutte - inseparabili cantilene, fedeli compagne per 50 anni della mia vita. Coperte di Linus da snocciolare per sentirsi sicuri.
A proposito di formazioni: date un’occhiata al tabellino qui sotto. Due delle ‘mie’ squadre per sempre iconiche praticamente sovrapponibili a quelle impresse forever nella mente e nel cuore.
E chissenefrega se è solo un’amichevole... Allestita al volo per una doppia festa.
Nel Monza manca appena Buriani (Casagrande con l’8 e il 4 a De Vecchi).
Nel Toro sono assenti (stage con l’ Under 21) Pat Sala - uno degli indimenticabili ex - e ‘Piedone’ Pecci sostituiti rispettivamente da Gorin e Butti.
E chissenefrega se è solo un’amichevole... I Campioni d’Italia al Sada sono tanta roba.
In molti la pensano così. E se nelle note relative ai paganti trovate solo poco più di 4.000 spettatori è perché - come evidenziato su Il Cittadino del 17 giugno 1976 - “un gran numero di ‘portoghesi’ è riuscito a infiltrarsi da un varco aperto nella rete di cinta dello stadio”. Personalmente rimasi colpito nel vedere nutriti gruppi di persone entrare in gradinata centrale dalla parte opposta rispetto all’ingresso tradizionale.
E chissenefrega se è solo un’amichevole... Voluta da due società che si stimano molto.
Quando Claudio Sala - il ‘poeta del gol’ che scrisse i suoi primi versi a Monza - e il ‘mio’ piccolo, immenso, Gigi Sanseverino si scambiano i gagliardetti a centrocampo io sono in estasi.
E chissenefrega se è solo un’amichevole... Piena di significati e di sentimenti.
I biancorossi sono in piena condizione (il mercoledì successivo avrebbero battuto 2-1 gli scorbutici inglesi dello Scarborough ipotecando la finale dell’Anglo-Italiano), i granata vantano cifra tecnica ovviamente migliore ma pagano lo scotto di un mese di tanti brindisi e pochi allenamenti. Il primo tempo è goduria assoluta. Da brividi - per il mio modo di intendere il calcio - le marcature sugli straordinari ‘gemelli del gol’: Vincenzi-Pulici e Michelazzi-Graziani. Ricordo una terrificante traversa di Pupi su calcio di punizione, un gol di testa annullato allo stesso numero 11 e le proteste di Sanseverino per un calcio di rigore non concesso.
E chissenefrega se è solo un’amichevole... Fatta per concedere meritata passerella a tutti.
Infatti nella ripresa Alfredo e Gigi ne cambiano parecchi. Naturalmente saltano meccanismi collaudati e arrivano i gol. Un incontenibile Tosetto si procura e realizza il penalty del vantaggio del Monza. Che dura un paio di minuti. Fa tutto Zaccarelli: azione personale, primo tiro respinto e perentoria conclusione vincente.
E chissenefrega se è solo un’amichevole... Che serve (anche) a pianificare il futuro.
Sempre Il Cittadino del 17 giugno 1976 informa che nel contesto della partita le due società hanno trovato l’accordo per uno scambio di comproprietà: Terraneo farà un anno di esperienza in B e passerà al Toro nella stagione seguente ('77-'78), Pallavicini - promettente difensore con una manciata di presenze in granata nell’anno dello scudetto - arriverà subito alla corte di Magni.
Si, vero: è stata solo un’amichevole.
Ma quando a 12 anni si vivono serate così magiche può succedere che restino nel cuore per tutta la vita.
Sabato 12 giugno 1976. Monza, Stadio Sada.
MONZA-TORINO 1-1 (0-0)
MARCATORI: Tosetto (M) su rigore al 15’ st – Zaccarelli (T) al 17’ st
MONZA: Terraneo, Vincenzi (1’ st Beruatto), Gamba (26’ st Vitali), De Vecchi (26’ st Garavaglia), Michelazzi, Fasoli, Tosetto, Casagrande (30’ st Monterosso), Braida (17’ st Tosetti), Ardemagni, Sanseverino (1’st D’Urso). Allenatore: Magni.
TORINO: Castellini (1’ st Cazzaniga), Santin (1’ st Lombardo), Salvadori. Gorin, Mozzini, Caporale (1’ st Carrera), C. Sala, Butti (1’ st Bacchin), Graziani, Zaccarelli, Pulici (8’ st Roccotelli). Allenatore: Radice.
ARBITRO: Canesi di Cremona.
NOTE: Spettatori paganti 4.403 per un incasso di Lire 11.056.400 + un cospicuo numero di ‘portoghesi’ infiltrati attraverso un varco della rete di cinta dello stadio.