di Fiorenzo Dosso
“Dentro un ring o fuori, non c’è niente di male a cadere. E’ sbagliato rimanere a terra”.
Immenso Muhammad Alì alias Cassius Clay: impossibile stabilire ordini di grandezza tra il pugile e l’uomo. Una figura leggendaria racchiusa in una sua splendida frase programmatica.
Le sconfitte e le stagioni negative fanno parte dello sport e della vita.
E’ la voglia di rialzarsi subito dal tappeto e di reagire prontamente alle avversità a determinare il reale spessore di un singolo, di un gruppo, di una società.
Nella lunga e gloriosa storia del Monza brillano in modo particolare due autentici fiori all’occhiello: due promozioni in Serie B immediatamente successive ad altrettante amare retrocessioni in Serie C.
Quando tutto sembrava finito (per motivi diversi e in epoche differenti) l’orgoglio e il cuore biancorosso attinsero a piene mani dalle proprie risorse dirigenziali e tecniche costruendo capolavori indimenticabili: stiamo parlando del 1966-67 e del 1981-82.
Dedichiamo due settimane della nostra rubrica proprio a quelle grandi imprese.
Dimostrazioni pratiche che solo chi cade può risorgere.
Campionato 1966-67
Giugno 1965: la fine del decennale, e provvidenziale, connubio con la Simmenthal e - di conseguenza - della lunga presidenza di Claudio Sada, lascia pesanti strascichi societari.
Solo a campionato (1965-1966) già iniziato, il ‘Comitato di Reggenza’ si decide, finalmente, ad assegnare al geometra Enzo Redaelli il ruolo di massimo dirigente. Dal clima di preoccupazione e incertezza non può certo estraniarsi la squadra, guidata ancora (dopo la bella salvezza dell’anno precedente) dall’amato ex numero uno Vincenzo ‘Pippo’ Rigamonti. I bagaj vivono una tranquilla stagione di centro classifica fino ad aprile. Poi il tracollo. Inaspettato e sportivamente drammatico: 5 sconfitte consecutive (Livorno, Reggio Calabria e Trani in trasferta, Venezia e Lecco al Sada) spalancano il baratro. Un altro beniamino dei tifosi - il bomber all time Bruno Dazzi - rileva Rigamonti, ma il destino è ormai segnato: dopo 15 campionati cadetti consecutivi, il Monza torna mestamente in Serie C.
Potrebbe essere una china irreversibile. L’estate del '66 è un lungo e angoscioso punto di domanda.
La società si dà una struttura solida e moderna: due vicepresidenti (Aurelio Cazzaniga e Ambrogio Ferrazzi) e 16 consiglieri supportano il riconfermato Presidente Redaelli. Importanti anche le figure del revisore dei conti (Marco Fumagalli) e del segretario (Luigi Corio).
La scelta della nuova guida tecnica sembra un salto del buio, si rivelerà una straordinaria intuizione: il Monza, infatti, affida la panchina a un allenatore alla sua prima esperienza, Luigi Radice.
Per tutti - e per sempre - Gigi. L’ex terzino del Milan, costretto da un grave infortunio a interrompere in anticipo la carriera, è affiancato da un grande esperto di calcio e di spogliatoio: Tony Busini. Tra i tifosi lo scetticismo regna sovrano. E il mercato non contribuisce certo a ridare entusiasmo. Sin dal primo giorno di ritiro, Radice divide il lavoro in due parti: sul campo per mettere a punto condizione fisica e concetti tattici, nella testa per togliere le scorie psicologiche della retrocessione. I biancorossi recepiscono e approcciano alle grande cogliendo bottino pieno nelle prime quattro gare. Curiosa, in prospettiva futura, la vittoria sul Como al Sada alla seconda giornata: le strepitose parate di Santino Ciceri conservano il gol di Gigi Maggioni. E’ il 2 ottobre 1966: al 4 giugno 1967 mancano otto mesi ma la storia sarà la stessa... marcatore compreso...
Il Monza perde l’imbattibilità in piena zona Cesarini a Cremona (dopo aver sprecato parecchie occasioni da gol) ma Gigi ha plasmato una squadra matura, tosta e affiatata. Con la ciliegina di un giovane fuoriclasse: Claudio Sala. Il futuro ‘poeta del gol’ granata scrive in quella stagione - a soli 19 anni - i suoi primi, memorabili, versi: 13 gol e tanti assist al platino. “Il giocatore tecnicamente più forte della nostra storia”, Adriano Galliani lo sostiene da 60 anni. Più chiaro di così...
Il campionato diventa ben presto un fatto esclusivo tra Monza e Como. All’inizio del girone di ritorno i biancorossi vanno al Sinigaglia con 4 lunghezze di vantaggio ma devono fare i conti con il Signor Campanini di Finale Emilia. Che prima regala ai lariani un calcio di rigore (molto presunto fallo di mano di Giovannini) e poi espelle Magni per fallo di reazione ignorando completamente la provocazione comasca.
L’immeritata sconfitta sgretola parecchie certezze: a Udine i biancorossi sciupano lo 0-2 di un grande primo tempo (Vivarelli e Goffi) e si fanno raggiungere nella ripresa; davvero inopinato, poi, lo scivolone al Sada con il Marzotto Valdagno. Il testa a testa con i cugini, con alternanza in vetta, è davvero emozionante. I ragazzi di Radice superano brillantemente il momento delicato (5 vittorie e un pareggio) e si presentano davanti di 1 punto sotto lo striscione dell’ultimo chilometro.
E qui sfogliamo pagine già lette mille volte: i primi tempi si chiudono con il Como che ha già messo abbondantemente al sicuro i 2 punti (3-0 casalingo sul Rapallo) e il Monza clamorosamente in balìa (0-2) dell’Entella a Chiavari...
E qui ci emozioniamo da (quasi) 60 anni: il vibrante discorso di Gigi nell’intervallo, il rabbioso arrembaggio biancorosso tutto cuore e orgoglio, l’immediato 1-2, la ripresa in una sola area, Claudio Sala tarantolato ed incontenibile...
E qui intensi brividi che si rinnovano sempre: in riva al lago stanno già festeggiando la promozione, il giovane poeta e ‘Chicco’ Prato non si arrendono, Faustino Goffi si fa trovare puntuale all’appuntamento con la storia. Poi sviene. E’ esattamente il 90’: 2-2 e... tutti a Bergamo.
E qui entriamo nella leggenda: il rasoterra di Guido Vivarelli, la fatale incertezza del portiere lariano ‘Gedeone’ Carmignani, il ‘piattone’ di Gigi Maggioni. Una sentenza per il Como. Il timbro ufficiale della nostra immediata rinascita.
Meno di un anno dopo la rovinosa caduta del 1966, il Monza torna subito in Serie B.
Perché la gente come noi non molla mai. Già allora.
IL MONZA 1966-1967
PRESIDENTE: Enzo Redaelli
ALLENATORE: Luigi Radice
VICE ALLENATORE: Tony Busini
PORTIERI: Santino Ciceri (35), Luciano Castellini (1)
DIFENSORI: Gian Battista Magaraggia (34), Alfredo Magni (24), Giancarlo Beltrami (33) Mario Perego (32), Franco Fontana (9), Bruno Giovannini (9), Edoardo Trivulzio (1)
CENTROCAMPISTI: Claudio Sala (35), Enrico Prato (34), Gianluigi Maggioni (23), Giuseppe Ferrero (27)
ATTACCANTI: Virginio Canzi (19), Roberto Cei (20), Faustino Goffi (22), Guido Vivarelli (26)
* Tra parentesi in numero di presenze in campionato
MARCATORI SOCIALI: Claudio Sala 13, Giuseppe Ferrero 9, Virginio Canzi 8, Faustino Goffi 7, Roberto Cei 6, Guido Vivarelli 4, Gianluigi Maggioni 3 + 1, Mario Perego 1, Gian Battista Magaraggia 1.
* Maggioni 3 in campionato + 1 nello spareggio.
LA FORMAZIONE INDIMENTICABILE. Bergamo 4 giugno 1967.
Spareggio per la Promozione in Serie B: Monza-Como 1-0.
MARCATORE: Maggioni (M) al 31’ pt
MONZA: Ciceri, Perego, Magaraggia, Ferrero, Fontana, Beltrami, Vivarelli, Maggioni, Goffi, Sala, Prato. Allenatore: Radice.