di Fiorenzo Dosso
Non fu un campionato. Fu un autentico calvario. In particolare perché era iniziato con ben altre prospettive. Il ritorno del figliol prodigio Roberto Antonelli e, soprattutto, lo sbarco in Brianza della ‘stella’ Evaristo Beccalossi - scusate se insisto - avevano, infatti, fatto inserire il Monza di Magni nel ristretto gruppo delle favorite per la Serie per A.
E non fu un campionato. Fu un clamoroso, dolorosissimo, Golgota. Una mattanza alla quale a niente e, clamorosamente, a nulla servì il cambio in panca tra Alfredo Magni e Paolo Carosi al termine dell’umiliante rovescio di Ascoli Piceno: 4-0. Il Monza mise insieme la ‘bellezza’ (ehm…) di 6 vittorie (che allora valevano ancora 2 punti), 14 pareggi e ben 18 sconfitte. Peggior attacco con 25 reti realizzate e 45 al passivo.
Difesa tutto sommato in linea con la parte bassa del campionato.
In realtà quella con i romagnoli fu l’ultima vittoria di una stagione disgraziata. Quando infatti il grande ex Patrizio Sala e i suoi compagni vennero sconfitti al Sada, la retrocessione del Monza era già abbondantemente decretata: mancavano, ormai, solo cinque giornate alla fine della stagione. Che fu praticamente un autentico disastro.
Difficile, a così tanti anni di distanza, trovare le cause di quel clamoroso dissesto.
Nelle previsioni della vigilia, la campagna acquisti estiva accreditava, infatti, quella biancorossa come una delle migliori delle ultime stagioni. Con la ciliegina sulla torta proprio di Beccalossi.
La mini serie positiva conquistata con le vittorie al Sada sul Cagliari (2-1), da quella esterna di Roma (1-0 alla Lazio) all’Olimpico (gol di Antonelli) e - soprattutto - dal prestigioso pareggio interno con il Brescia vice capolista (quello che convinse definitivamente Giambelli a puntare sul sergente di ferro Tony Pasinato per la stagione successiva) regalarono un minimo di illusione a una tifoseria sfiduciata. La classifica era ormai irrimediabilmente compromessa. Ma la storia del calcio è piena di miracoli primaverili e proprio in quelli confidavano gli irriducibili tifosi biancorossi. E tra loro, il giovane sottoscritto che ero. Monza-Cesena fu la miglior partita con la maglia del Monza di Beccalossi che - finalmente liberato da qualche chilo di troppo e dalla lunga apatia invernale - diede un clamoroso sfogo, con una glaciale doppietta dal dischetto, della sua classe e della sua importanza tecnica proprio nell'ambito della sfida interna con i romagnoli. Ma le squadre costruite male erano, ovviamente, destinate a rispondere peggio. Illusione dolce chimera sei tu. Le quattro partite positive consecutive diedero qualche piccola speranza a un gruppo male assortito. Che, infatti, da quella effimera vittoria con il Cesena, non raccolse più nessun successo pieno e andò incontro al proprio - ampiamente scritto - triste e amaro destino. Di fatto, l’inutile successo sui romagnoli fece definitivamente tramontare le sempre più tenui speranze di salvezza.
ll calcio era abbondantemente cambiato. Fuori e dentro dal campo.
Di quella partita mi restano, a distanza di oramai quasi 40 anni, due immagini: le incontenibili discese di Marco Bolis che procurarono entrambi i calci di rigore e le impeccabili trasformazioni di Beccalossi dal dischetto nel secondo tempo.
La sconfitta, in verità, lasciò pesanti strascichi anche al Cesena. Che, con i due punti malamente lasciati al Sada, dovette definitivamente abbandonare le speranze di tornare in Serie A.
Eppure, a dimostrazione che il calcio era contemporaneamente rimasto anche sempre uguale, nella stagione seguente i bianconeri romagnoli tornarono nella massima serie sotto la guida del vecchio e navigato Bruno Bolchi.
Monza, 11 maggio 1986 – Stadio Sada
MONZA – CESENA 3-2 (p.t. 1-1)
MARCATORI: Tacconi (M) all’8’ - Agostini (C) al 29’ - Beccalossi (M) al 2’ s.t. su rigore - Beccalossi (M) al 22’ s.t. su rigore – Pancheri (C) al 45’ s.t.
MONZA: Pinato, Saltarelli, Tacconi, Gasparini, Fontanini, Boccafresca, Bolis (Monguzzi dal 37’ s.t.), Saini, Antonelli, Beccalossi, Laureri (Spollon dal 17’ s.t.). A disposizione: Torresin, Crusco, Ambu. Allenatore: Carosi
CESENA: Borin, Cuttone, Cotroneo, P. Sala, Pancheri, Leoni (Traini dal 14’ s.t.), Agostini, Sanguin, Gibellini (Perrotti dal 25’ s.t.), Angelini, Barozzi. A disposizione: Dadina, Bogoni, Bianchi. Allenatore: Buffoni
ARBITRO: Pairetto di Torino
NOTE: Spettatori 3.500 circa, di cui 2.353 paganti per un incasso di L. 16.663.500 e 957 abbonati (quota partita L. 9.085.000)