Associazione Calcio Monza S.p.A.

GIUGNO 1976: LA CONSACRAZIONE EUROPEA DEL MONZA DI MAGNI


di Fiorenzo Dosso


Il fascino delle Coppe Europee a metà degli anni '70 era qualcosa di magico. Poca televisione, tanta radio, molta suggestione. Sulle onde dell'etere ci eravamo fatti idee che - a ben vedere - non erano poi così lontane dalla realtà: il folle ritmo inglese, l'inossidabile agonismo tedesco, il talentuoso palleggio spagnolo, l'attenzione tattica italiana. Ma era roba di (alta) Serie A.

Così quando negli ultimi mesi del 1975 un trafiletto su La Gazzetta dello Sport informa che la Coppa Anglo Italiana dell’anno seguente sarà - per la prima volta - dedicata alle squadre di Serie C e che il Monza, vincitore delle ultime due edizioni della Coppa Italia di categoria, verrà ammesso di diritto mi viene la classica acquolina in bocca e comincio il mio personale conto alla rovescia...

Alla manifestazione partecipano 12 squadre: 6 italiane (Monza, Udinese, Benevento, Pistoiese, Siracusa, Teramo) e 6 inglesi (Wycombe, Wimbledon, Stafford Rangers, Scarborough, Enfield, Nuneaton Town). Ogni squadra disputa quattro gare con compagini dell’altro paese: due in Inghilterra a maggio, due in Italia a giugno. Vittoria che vale (novità assoluta per l’epoca) 3 punti. Classifiche separate per nazioni. Le due formazioni che si aggiudicano i rispettivi gruppi disputeranno la finale, prevista il 19 giugno sul campo della squadra italiana che accederà all'atto conclusivo.

Per il debutto europeo i biancorossi volano a Scarborough subito dopo aver chiuso aritmeticamente (con ben 5 turni di anticipo) il discorso promozione. Si respira aria di festa ma Magni sa che i suoi ragazzi hanno ancora parecchie energie psicofisiche. E così è. Il Monza domina, dà spettacolo e porta a casa uno strettissimo 0-0 solo perché si imbatte nel leggendario Gordon Banks. Il miglior portiere della storia inglese - fondamentale nella conquista del Mondiale '66 - è al tramonto di una lunga e splendida carriera e, pur non essendo tesserato, accetta di difendere i pali della porta del club che ha appena vinto la Coppa Semiprofessionisti nel Regno Unito. Le miracolose parate di un autentico mito negano a Tosetto, Buriani, Ardemagni e Sanseverino la gioia del gol. Delle altre italiane solo il Teramo resta imbattuto (0-0) mentre Pistoiese, Benevento e Siracusa subiscono dure lezioni e l'Udinese si arrende (3-2) dopo aspra battaglia nella tana dello Stafford.

Proprio dove i biancorossi sono attesi per il secondo turno. Altra gara tosta e vibrante. Stavolta i riflessi portentosi li sfodera Giuliano Terraneo. Il Monza si difende ma non rinuncia a pungere e al quarto d'ora della ripresa l'asse Buriani-De Vecchi apparecchia la rasoiata vincente di Ariedone Braida. Il dream team di Magni è l'unica italiana a fare bottino pieno nelle 12 partite italiane in Inghilterra. What else?

Quando iniziano le sfide di ritorno i bagaj sono in stato di grazia: 3-0 al Padova in campionato, 4-0 alla Pistoiese nell'andata delle semifinali di Coppa Italia e 1-1 nella romantica amichevole di doppia festa con i neo Campioni d'Italia del Torino dei tanti magnifici ex. Lo Scarborough non ha più Banks tra i pali ma il suo sostituto (Huby) è comunque all’altezza. Braida - perfettamente a suo agio nel mood calcistico d’oltremanica - firma subito il vantaggio, sciupato da una banale disattenzione difensiva. Poi è solo Monza con Tosetto letteralmente stratosferico. A siglare il gol vittoria - dopo uno scambio con Ardemagni - è la proiezione offensiva di un grande libero: Fasoli. Volato via troppo presto qualche mese fa, Franco vivrà sempre nel cuore di tutti noi.

Per accedere alla finale basta un punticino nella seconda partita al Sada. Ospite lo Stafford, già battuto a domicilio e appena travolto (6-2) ad Udine. Subentra un mix tra l'eccessiva disinvoltura e il classico braccino del tennista. Gli inglesi passano in vantaggio e Magni deve strigliare i suoi. Il 'vero' Monza torna nella ripresa. Il solito Braida pareggia allo stesso minuto (60) nel quale aveva risolto la gara d'andata. Dal mio affezionato angolino ho l'onesto sospetto di un evidente off-side ma l'arbitro convalida e... siamo in finale.

La sera del 19 giugno al Sada c'è una euforia diversa da quella del campionato. Un entusiasmo elettrizzante. Un clima... europeo. Anche il tempo si adegua: il classico temporale estivo di qualche ora prima del fischio d'inizio sembra far parte di una regia perfetta. Mi sistemo nel fossetto pronto a vivere il sogno. Monza in formazione tipo con l'unica eccezione di Ardemagni (noie muscolari). Gli avversari vengono da quel posto dove c'è il torneo di tennis più antico e famoso del mondo. La fisicità degli inglesi vista da vicino è impressionante. Partita dura e spigolosa. L'arbitro svizzero perdona agli ospiti qualche entrataccia di troppo. I ragazzi di Magni sono superiori dal punto di vista squisitamente tecnico, eppure le basi per la vittoria poggiano sulla clamorosa energia del duo di centrocampo Casagrande-Buriani a supporto delle lucide geometrie di De Vecchi. Gara non bella ma di una intensità agonistica fantastica... Gli inglesi menano? Beh Vincenzone e Michelazzi non si tirano certo indietro. Poco dopo metà ripresa l'episodio decisivo: la barriera del Wimbledon ribatte un calcio di punizione di Braida, Casagrande raccoglie la sfera vagante e lascia partire di prima intenzione un micidiale fendente rasoterra che va a spegnesi nell’angolino basso alla destra dell'incolpevole Guy. Trascorre solo un minuto e gli ospiti restano in dieci per la sacrosanta espulsione del più falloso dei loro difensori.

Il resto è fissato per sempre nella mente e nel cuore del dodicenne che ero: l'inno di Mameli, il piccolo-immenso capitan Gigi che alza la Coppa, il giro di campo con i giocatori che si passano il trofeo... Secondo una (plausibile) versione il termine 'Borussia di Brianza' sarebbe stato coniato per la prima volta in quella magica notte europea. Perché uno dei nomignoli di Magni era proprio 'Il Tedesco'. Perchè il gioco del Monza si avvicinava molto - per ritmo, spettacolo, intensità, interpretazione - a quello del fantastico Borussia Monchengladbach di Berti Vogts, Allan Simonsen, Jupp Heynckes. Perchè solo una squadra molto 'tedesca' nello spirito poteva batterne una inglese tosta e scorbutica. Queste cose le scoprii sui giornali nei giorni successivi. Quella sera ero solo un giovane cuore biancorosso pieno di felicità.


Sabato 19 giugno 1976. Monza, Stadio Sada:

MONZA-WIMBLEDON 1-0 (0-0)

MARCATORE: Casagrande (M) al 27' st

MONZA: Terraneo, Vincenzi, Gamba, Casagrande, Michelazzi, Fasoli, Tosetto, Buriani, Braida, De Vecchi, Sanseverino. A disposizione: Colombo, Fontana, Garavaglia, Beruatto, D’Urso. Allenatore: Magni

WIMBLEDON: Guy, Tilley, Bryant, Donaldson, Edwards, Bassett, Leslie, Cooke, Connel, Somers, Holmes. A disposizione: Rice, Aitken, Falconer. Allenatore: Batsford

ARBITRO: Favre (Svizzera)

NOTE: Spettatori paganti 4.487. Incasso Lire 10.663.500 Espulso Edwards (W) al 28' st per doppia ammonizione.