Associazione Calcio Monza S.p.A.

ESORDIO A EMPOLI ANCHE NEL 1984. UN TUFFO INDIETRO DI 40 ANNI


di Fiorenzo Dosso


Esattamente 40 anni dopo si comincia dal Castellani di Empoli.

Cambia completamente - ed è tantissima roba - il contesto: sabato sera partirà, infatti, il terzo campionato consecutivo della nostra storia in Serie A. Un paradiso da mantenere a tutti i costi.

Allora era la prima giornata di una Serie B che, come sempre, si annunciava lunghissima, dura, logorante e imprevedibile. In attesa delle nuove prospettive che - così ci dicono e ci vogliono far credere - spalancherà il Brianteo, il Monza di Valentino Giambelli si riaffida all’esperienza di Alfredo Magni per perseguire l’unico obbiettivo realistico di anni tanto romantici quanto difficili: la salvezza. Possibilmente senza troppe ansie e patemi d’animo. In società si divide un affiatato duo dirigenziale: di fianco al presidente, infatti, continua a lavorare Adriano Galliani mentre Ariedo Braida approda all’Udinese in Serie A. Quando il binomio si ricostituirà, nel Milan di Berlusconi, sarà leggenda.


Demoralizzato per il mesto naufragio della prima esperienza giornalistica in una testata sportiva locale durata come un gatto in tangenziale e deluso per la partenza di Lorenzo Marronaro, decido comunque di dare retta al mio (non ancora) vecchio cuore biancorosso investendo 70.000 lire del vecchio conio per rinnovare l’abbonamento in Curva Sud. Il senso di appartenenza ai colori bellissimi vive un momento un po’ così, riassunto da due grandi successi musicali dell’estate del 1984, quella dei miei vent’anni. Essere orgogliosamente tifosi del Monza in quell’epoca di orizzonti necessariamente minimal richiede massicce dosi di ‘Self Control’, invocate da Raf ed è comunque un ‘Va bene, va bene così’, griffato da Vasco Rossi. Motivi gettonatissimi allora, cult senza tempo a 8 lustri di distanza.


Perfettamente calato nel mood ‘conservare la categoria a tutti i costi’ , brandisco la spada di Estorre Visconti (da quell’anno sullo stemma societario) coltivando le mie certezze e provando a scacciare le paure. Fiducia incrollabile nella gestione umana e tecnica di mister Alfredo. Profondo affidamento sul senso di appartenenza dello zoccolo duro dello spogliatoio, quello composto da gente con il biancorosso come seconda pelle: il Fonta, capitan Ronco, il Saio, MarcoBolis (scritto proprio così tutto attaccato), l’uomo ovunque Giovanni Lorini, il Pero, il povero Saltarelli. E poi il mio mito, una roccia insensibile all’usura del tempo: Angiolino Gasperini, il Kit Carson di Bedizzole. Ripongo le speranze di salvezza sulla tenuta difensiva e sulla solidità del centrocampo. Guardo con parecchia angoscia al reparto offensivo dove il riconfermato Ambu - un mix di classe purissima e di clamorosa discontinuità, di tecnica sopraffina e di recalcitrante agonismo - viene affiancato da una seconda punta, Giovanni Pagliari, dotato di spunto e velocità quanto carente sotto il profilo squisitamente fisico. Tradotto in soldoni, parte prima: Pradellone, quanto manchi... Tradotto in soldoni parte seconda: chi farà i gol che servono per restare in Serie B ?


Coppa Italia interlocutoria: deludenti sconfitte interne con compagini cadette (0-1 con l’Empoli e 0-2 col Cesena), orgogliosi pareggi in casa di formazioni di Serie A (2-2 a Cremona e 0-0 col Torino di Gigi Radice), faticoso successo al Sada contro una squadra di Serie C (2-1 sul Lanerossi Vicenza) esattamente una settimana prima del debutto in campionato.


E, finalmente, Castellani di Empoli. E’ il 16 settembre 1984: una grigia domenica di fine estate che tende già molto all’autunno. I padroni di casa sono galvanizzati dal passaggio del turno in Coppa Italia. Magni è privo di Lorini ma propone un Monza compatto, corto, coeso e vince nettamente la schermaglia tattica col giovane collega Vincenzo Guerini. Il pezzo irresistibilmente migliore del repertorio di Bolis (dribbling secco, fuga sulla destra e cross calibrato) confeziona splendido assist per il colpo di testa in tuffo - fuori di un niente - di Ambu. Anche Pagliari avrebbe un paio di buone opportunità: su talentuoso ricamo dello stesso Ambu lo precede un salvataggio in extremis di Gelain, su invitante traversone di Saini difetta di mira. Insomma, la classica gara da prima giornata con la squadra ancora alla ricerca della condizione e gli ospiti - onestamente favoriti dal poter giocare di rimessa - a farsi leggermente preferire. Insomma, uno di quegli 0-0 di cui è pieno zeppo il calcio. Eppure al minuto 76 la storia potrebbe cambiare: l’esterno sinistro empolese Boito, controllato da Saltarelli, penetra in area e cade. Nessuno degli azzurri eccepisce più di tanto ma l’arbitro cagliaritano Tuveri (che, curiosamente, aveva diretto anche la sfida di Coppa Italia al Sada meno di un mese prima) indica il dischetto. I biancorossi schiumano rabbia: capitan Ronco si becca un giallo a forti tinte arancio per reiterate, vibranti proteste; Saltarelli ne dice quattro a Boito in tono non proprio amichevole. Dalla mischia riesce a estraniarsi il numero uno del Monza, Alberto Torresin. Qualche moccolo in veneto favorisce la concentrazione del numero uno di Cittadella e gli suggerisce, lucidamente, di non anticipare il tuffo. Dagli undici metri si presenta Cinello che scarica di potenza ma senza angolare troppo: Alberto tiene la posizione il più a lungo possibile e si oppone con le gambe. I bagaj portano a casa un punticino prezioso e meritatissimo. 


Facciamo parlare i numeri per omaggiare un ragazzo che con la maglia biancorossa ha parato ben 6 rigori su 11. Percentuale oltre il 50% davvero clamorosa. 

A proposito di numeri: Magni salvò quel Monza con una certa tranquillità grazie ai pochi gol subiti (28) e nonostante i pochissimi (26) realizzati. Perfettamente in linea con quelle che erano state le mie certezze e i miei timori di inizio stagione.


Se 40 anni or sono al Castellani mi avessero detto che nella stagione 2024-25 Empoli-Monza sarebbe stata la prima giornata del nostro terzo consecutivo campionato in Serie A mi sarei limitato a un lungo sospiro e - onestamente - non ci avrei creduto. 

Invece è tutto vero. Perché, a volte, la realtà supera la migliore fantasia...


Buon campionato, caro vecchio Monza


Domenica 16 settembre 1984. Empoli, Stadio Castellani:

EMPOLI-MONZA 0-0

EMPOLI: Pintauro, Gelain, Salvadori, Piccioni (15’ st Zennaro), D’Arrigo, Vertova, Calonaci, Casaroli, Cinello, Falconi (1’ st Della Scala), Boito. A disposizione: Rossi, Puppo, Caruso. Allenatore: Guerini

MONZA: Torresin, Saltarelli, Gasperini, Tacconi, Spollon, Boccafresca, Bolis, Saini, Pagliari, Ronco, Ambu (19’ st Fontanini). A disposizione: Meani, Aquilante, Rossi, Urdich. Allenatore: Magni

ARBITRO: Tuveri di Cagliari

NOTE: Al 22’ st Torresin para un rigore di Cinello. Spettatori 5.000 circa di cui 3.285 paganti per un incasso di Lire 34.750.000