Associazione Calcio Monza S.p.A.

DUE PARI A BOLOGNA, DUE SQUADRE E DUE MISTER SEMPRE NEL CUORE


di Fiorenzo Dosso


Due pareggi a Bologna. Diversi e neanche lontanamente paragonabili tra di loro.

Eppure sintesi complete per tratteggiare due delle squadre che ho amato di più.

E due degli allenatori che mi sono rimasti nel cuore.

Il primo da tifoso, il secondo da corrispondente del Corriere dello Sport.


12 giugno 1983: è l’ultima giornata dell’indimenticabile campionato del Sor Guido Mazzetti.

Quella rimonta da sogno in Serie B: dal fanalino di coda al settimo posto.

Quel girone di ritorno da leggenda, prepotentemente custodito nella nostra storia.

Quella del Monza e del suo anziano tecnico dalla caratteristica andatura caracollante, dalla battuta sdrammatizzante e sempre pronta, dall’arguzia sagacemente fulminante, sembra una favola: in realtà dietro - a supporto del Presidente Giambelli - ci sono, anche e soprattutto, il grande lavoro di un giovane dirigente (Adriano Galliani) e la quotidiana presenza di un direttore sportivo competente e appassionato (Ariedo Braida). Gente con il Monza nel destino e nell’anima.

Rischierei di fare troppi torti citando solo alcuni dei protagonisti di quella fantastica stagione. 

E sono sicuro di interpretare alla perfezione lo spirito dello spogliatoio di allora indicando la coppia di centrocampisti che avrei clonato per l’eternità biancorossa (giorni attuali compresi): Giorgio Papais e Stefano Trevisanello. Mamma mia, ragazzi, quanta roba...

Al Sada non me ne perdo neanche una: abbonamento in gradinata centrale. Identificazione totale con una squadra da amare. Che diventa simbiosi assoluta in primavera, quando il Sor Guido - finalmente - si decide a concedere spazio a un biondino già da tempo nei miei radar: Andrea Mitri.

La partita di Bologna non conta più nulla. I padroni di casa stanno elaborando il lutto per la prima, devastante, retrocessione in Serie C della loro gloriosa storia. Lo stadio è semivuoto e senza striscioni rossoblu per protesta nei confronti di chi - società e squadra - ha spedito all’inferno il leggendario blasone che per indimenticabile definizione “giocava come in paradiso”. 

Il Monza ha la forza dei nervi distesi, il morale altissimo e - addirittura - un piccolo cruccio per i titoli di coda del campionato nel momento massimo della condizione psicofisica biancorossa. 

Mi capita spesso, ancora adesso, di sognare cosa sarebbe successo se nel lontano 1983 fossero già stati introdotti i play-off per la terza promozione di Serie A...

Gli ospiti non infieriscono sulle difficoltà del Bologna ma fanno chiaramente capire la legge del più forte: i due vantaggi rossoblu (Fabbri e Colomba) durano pochi minuti, puntualmente cancellati da uno scatenato Marronaro. Che, poco prima della mezzora della ripresa, lascia il posto a Pradella (alle prese con una caviglia in disordine). Una specie di amarissimo ‘Sliding Doors’ che personalmente vivrò malissimo per almeno un lustro e che toccherà l’apice quando nel 1987-88 proprio i gol di Lorenzo e Loris riporteranno - dopo 6 anni - il Bologna in Serie A. 


Domenica 12 giugno 1983. Bologna, Stadio Comunale.

BOLOGNA-MONZA 2-2 (1-1)

MARCATORI: Fabbri (B) al 21’ pt – Marronaro (M) al 29’ pt – Colomba (B) al 14’ st – Marronaro (M) al 18’ st

BOLOGNA: Boschin, Logozzo, Frappampina, Treggia, Fabbri, Sclosa, M. Marocchi, Roselli (30’ st Sacchetti), Russo (1’ st Macina), Colomba, G. Marocchi. A disposizione: Zinetti, Salice. Allenatore: Cervellati.

MONZA: Mascella, Colombo, Peroncini, Papais, Baroni, Billia, Bolis, Saini, Marronaro (27’ st Pradella), Ronco, Mitri (27’ st C. Rossi). A disposizione: De Toffol, Fontanini, Fasoli. Allenatore: Mazzetti.

ARBITRO: Pirandola di Lecce.


19 febbraio 1995: è la quarta di ritorno in Serie C del Monza ‘povero ma bello’ di Simone Boldini.

Mortificato dalla recente retrocessione, il Presidente Giambelli ha deciso di chiudere i rubinetti e - siamo nell’estate del 1994 - chiede al ds Terraneo di puntare su un allenatore che abbia nel proprio dna un calcio propositivo, attivo e offensivo. E, particolare fondamentale, sappia lavorare con i giovani. L’ex portiere si affida a Simone Boldini, reduce dal positivo biennio in quel di Saronno. 

Il nuovo tecnico conquista subito un giovane giornalista alla ricerca, finalmente, di una mentalità moderna e di un gioco in grado di regalare emozioni, indipendentemente dalla categoria.

Il nuovo tecnico, soprattutto, trova il più convinto assertore delle sue idee in Capitan Saini (“Dal punto di vista didattico il miglior allenatore della mia carriera”). 

La partita di Bologna è il riassunto perfetto del Monza di Simone Boldini. 

I rossoblu hanno organico di extra lusso per la Serie C e - ci mancherebbe - sono al comando. Uliveri, navigato nocchiere, spende tutta la settimana a tessere gli elogi del Monza.

Memore della gara di andata al Brianteo (0-1) definita, senza troppi giri di parole, dall’onesto mister del Bologna “un furto con scasso o un colpo di quella cosa che inizia per c e finisce per ...ulo”.

Anche a trentanni di distanza basta leggere le panchine (Nervo e Cecconi in campo nella ripresa) per capire le differenze. Eppure il primo tempo degli ospiti è da antologia: il solo gol di Guerzoni va strettissimo a un Monza padrone della situazione in lungo e in largo. Boldini - privo di Macchi, Bega e Giorgio - è ridotto ai minimi termini ma tiene egregiamente botta, senza mai andare in affanno, pure nel secondo tempo. Saini migliore in campo per distacco, Delpiano e Radice splendidi baluardi. A un quarto d’ora dal termine l’arbitro risparmia un clamoroso cartellino rosso a De Marchi e, in pieno recupero, proprio il capitano rossoblu - complice la maldestra uscita di Aiardi - agguanta un magnifico, grandissimo Monza. Il Monza del mio amico Simone Boldini. Una amicizia di cui vado orgoglioso da trentanni e che ho avuto modo di sperimentare anche nelle scorse settimane. 

 

Domenica 19 febbraio 1995. Bologna, Stadio Comunale.

BOLOGNA-MONZA 1-1 (0-1)

MARCATORI: Guerzoni (M) al 25’ pt – De Marchi (B) al 47’ st

BOLOGNA: Marchioro, Tarozzi, Fasce, Bergamo, De Marchi, Presicci, Savi (13’ st Nervo), Doni, Bresciani, Pergolizzi (1’ st Cecconi), Morello. A disposizione: Cervellati, Troscè, Sacchetti. Allenatore: Ulivieri

MONZA: Aiardi, Sanfratello, Radice, Saini, Delpiano, Rossi, Erba, Cinetti, Guerzoni, Guidoni (32’ st Gay), Hervatin (19’ st Tutone). A disposizione: Locatelli, Millesi, Brogi. Allenatore: Boldini

ARBITRO: Longo di Paola