di Fiorenzo Dosso
Quelle foto in bianco e nero che ci tramandano storie piene di poesia.
Quelle favole biancorosse che ci regalano orgoglio ed emozioni.
Quando la tattica di una squadra era il suo cuore. E l’agonismo ne rappresentava l’anima.
Quando il mister si chiamava – con grande rispetto – allenatore. E le sue decisioni erano sacre.
Quando dagli spogliatoi non trapelava nulla. Proprio in quei tempi il Monza tornò subito in Serie B.
Chiavari, 28 Maggio 1967: la clamorosa rimonta che ci introdusse allo spareggio di Bergamo con il Como, pietra miliare della nostra storia.
La retrocessione dell’anno precedente – dopo 15 stagioni consecutive tra i cadetti (alcune davvero esaltanti) – aveva lasciato pesanti scorie sotto tutti i livelli: sia societari che tecnici.
La panchina venne affidata a un giovane allenatore esordiente: Gigi Radice.
Il campionato – pieno di derby infuocati – diventa subito una questione esclusiva tra Monza e Como. Brianzoli contro lariani per l’unica promozione disponibile. Tra sorpassi e contro sorpassi.
Alla penultima sembra fatta: i biancorossi travolgono al Sada (5-0) il CRDA Monfalcone mentre gli azzurri non riescono a espugnare (0-0) Verbania. Un punticino di vantaggio a 90’ al traguardo è tanta roba. Il Cittadino del 25 maggio 1967 – a firma Giovanni Fossati – titola “A Chiavari il Monza sul Veliero della B?”. Quanto mai prudente quel punto di domanda...
Lo sprint propone alle due contendenti lo stesso tipo di difficoltà liguri: il Como ospiterà il Rapallo mentre il Monza viaggerà a Chiavari ospite dell'Entella. Entrambe le compagini del Tigullio sono già tranquillamente salve e senza alcun tipo di problema di classifica.
In 1.500 accompagnano i ragazzi per quella che considerano l’ultima formalità per l’immediato ritorno in Serie B. L'euforia coinvolge anche i giocatori. Che, in meno di mezz'ora, vanno sotto di due gol (Pacciani e Musella). L'Entella svolge il proprio compitino senza particolare “animus pugnandi” ma a complicare – parecchio – le cose ci si mettono due fattori: un caldo già quasi estivo e il netto vantaggio (3-0) del Como sul Rapallo:
Alla fine del primo tempo la classifica recita: Como 50, Monza 49.
C'è chi sostiene che il vero capolavoro di Gigi Radice a Monza non sia stata la Serie A sfiorata nel 1969-70 e neppure la promozione in B nel 1997 ma il discorso tenuto nell’intervallo di Chiavari il 28 maggio 1967. Gigi aspetta che ognuno si accomodi al proprio posto, consente l’ingresso solo al massaggiatore (per tonificare polpacci logori e stressati), chiude la porta degli spogliatoi e tocca le corde del cuore dei suoi ragazzi. Un paio di varianti tattiche sono nulla rispetto all’emozionante discorso motivazionale: “Tornate dentro e fate vedere qual è il vero Monza. Non vi chiedo di capovolgere il risultato, ma solo di dare almeno un senso a un anno di sacrifici. Per essere in pace con voi stessi e le con vostre famiglie”.
L’ “Orazion picciola” dell’allenatore, novello Ulisse, scuote profondamente i biancorossi.
Che entrano in campo con grande anticipo rispetto ai tranquilli padroni di casa.
La classe purissima di Claudio Sala (con la collaborazione di un difensore ligure) dimezza subito lo svantaggio. Poi è monologo ospite. Senza soluzione di continuità. Il Monza attacca furiosamente, l’Entella si rintana timidamente nella propria area di rigore. “Avrò messo in area più cross nel secondo tempo di Chiavari che in tutto il campionato dello scudetto vinto con il Toro (’75-’76)”, mi ha recentemente confidato – tra il serio e il faceto – il Poeta del Gol. Tanto per rendere l’idea…
Le radioline – l’internet del tempo – martellano senza pietà: Como-Rapallo 3-0, Entella-Monza 2-1. Ovvero: lariani in B, biancorossi condannati a restare in C.
Ma in quegli anni lontani le informazioni non erano proprio ‘online’, soprattutto quelle della Serie C, così detta terza serie. Gli unici che soffrono “davvero” in diretta, sugli spalti del Comunale, sono i (circa) 1.500 monzesi. Che vedono il portiere dell’Entella – Scabini – trasformarsi in Gordon Banks, numero uno inglese Campione del Mondo nel 1966.
L’arbitro Trono – destinato a un’ottima carriera – dà una occhiata al suo cronometro, sulla panchina del Monza lo scoramento prende il sopravvento. Siamo ormai al minuto 89’: Chicco Prato butta in area l’ennesimo cross. Più per disperazione che per lucidità. La sfera passa tra una selva di gambe e si presenta – puntuale e invitante sulla riga dell’area piccola – a uno degli appuntamenti clou della nostra storia. Faustino Goffi è in agguato e deve ‘solo’ (si fa per dire) accompagnare in fondo al sacco. Poi perde i sensi e si consegna a quella foto simbolo (ma protetta dal copyright) in cui viene portato fuori dal campo dalle robuste braccia del portiere di riserva Castellini.
La storia dice che i biancorossi tornarono in B battendo il Como nello spareggio di Bergamo.
La leggenda sottolinea che tutto non sarebbe stato possibile senza l’ultimo respiro di Chiavari.
Domenica 28 Maggio 1967. Chiavari, Stadio Comunale
ENTELLA-MONZA 2-2 (2-0)
MARCATORI: Pacciani (E) al 11’ pt – Musiello (E) al 24’ pt – C. Sala (M) al 4’ st – Goffi (M) al 45’ st
ENTELLA: Scabini, Vezzoso, Giordani, Fontana, Delle Piane, Piquè, Cavicchioli, Pacciani, Musiello, Pittofrati, Comini. Allenatore: Bacigalupo
MONZA: Ciceri, Perego, Magaraggia, Ferrero, A. Magni, Beltrami, Vivarelli, Maggioni, Goffi, C.Sala, Prato. Allenatore: Radice
ARBITRO: Trono di Torino
CALCI D’ANGOLO: 7-3 per il Monza
SPETTATORI: 3.000 circa, di cui più della metà monzesi.