di Fiorenzo Dosso
“Vedi Napoli e poi muori”: copyright di Goethe stregato nel lontano '700 dal fascino e dalle bellezze paesaggistiche, architettoniche e culturali di una città unica.
Vinci a Napoli e ti salvi: indicazioni calcistiche fornite dalla storia biancorossa del secolo scorso.
Quando sbancando il San Paolo per due volte con lo stesso punteggio (1-2), il Monza pose le basi per altrettante importanti salvezze in Serie B.
Inverno 1964. All’inizio degli anni '60 il Napoli era... un’ascensore tra la A e la B: retrocessione, immediata promozione e nuova rovinosa caduta. Le casse societarie ne avevano pesantemente risentito e alla stagione '63-'64 si chiedeva soprattutto di porre le basi, con il lancio di alcuni giovani promesse come Juliano e Montefusco, verso un futuro meno altalenante. L’ottimo rendimento interno (5 vittorie e 3 pareggi) aveva creato entusiasmo e simpatie intorno alla squadra. Che a metà gennaio, superando di misura il Catanzaro, si era addirittura insediata in vetta in coabitazione di Varese e Foggia. Nelle ultime due di andata il crollo. Repentino e imprevedibile. Prima il clamoroso poker del Brescia al San Paolo, poi la sconfitta nei minuti finali a Padova. Un ambiente a metà tra depressione e voglia di riscatto attende il Monza per iniziare alla grande il ritorno e rilanciare mai sopite ambizioni. In 45.000 rispondono al richiamo del ciuccio.
I bagaj navigano in brutte acque: una sola vittoria in tutto il girone d’andata, penultimo posto e la panchina di Hugo Lamanna decisamente traballante. Come se non bastasse, in società si cominciano ad avvertire i primi segnali di scricchiolio nel lungo e proficuo rapporto con Simmenthal.
Perdere a Napoli vorrebbe dire ultimo posto praticamente certo e - soprattutto - piena crisi.
Sarà l’orgoglio biancorosso a mettere le basi per una grande impresa. Il tecnico argentino indovina tutte le marcature e in particolare azzecca lo spostamento di Ferrero da mediano a mezzala. Saranno proprio due inserimenti del centrocampista torinese a decidere la sfida: il primo con una staffilata mancina all’incrocio dei pali, il secondo con un’altra sberla assolutamente imparabile. Disinvoltamente padroni della situazione gli ospiti, sportivamente applauditi dal San Paolo, superano brillantemente l’unico momento difficile quando, a 8 minuti dal termine, Ronzon riduce le distanze con un colpo di testa in cruento duello aereo con Ghioni. Che, ferito e sanguinante alla nuca, necessita di 6 punti di sutura e lascia i suoi in inferiorità numerica perché le sostituzioni non erano ancora ammesse. In realtà il colpaccio di Napoli non cambiò il trend dei biancorossi. Che continuarono a balbettare anche dopo l’esonero di Lamanna e l’insediamento in panca di Malagoli a metà marzo. La salvezza di quella stagione fu probabilmente la più rocambolesca e miracolosa della nostra lunga storia cadetta: solitario fanalino di coda alla giornata numero 33, il Monza inanellò l’incredibile serie di cinque vittorie consecutive (a Trieste, in casa con Verona e Udinese e nelle trasferte di Padova e Cosenza) nelle ultime cinque giornate. Quando si dice sprint finale...
Domenica 2 febbraio 1964. Napoli, Stadio San Paolo:
NAPOLI- SIMMENTHAL MONZA 1-2 (0-1)
MARCATORI: Ferrero (M) al 11’ pt - Ferrero (M) al 3’ st - Ronzon (N) al 37’ st
NAPOLI: Pontel, Garzena, Gatti, Corelli, Girardo, Rimbaldo, Bolzoni, Ronzon, Prenna, Canè, Gilardoni. Allenatore: Lerici
SIMMENTHAL MONZA: Giunti, Melonari, Ghioni, Gotti, Prato, Stefanini, Sacchella, Ferrero, Tasso, Bernini, Baruffi. Allenatore: Lamanna
ARBITRO: Acernese di Roma
NOTE: Spettatori 45.000 circa. Calci d’angolo 4-0 per il Napoli
Primavera 1999. Le vecchie giovani promesse Antonio Juliano e Vincenzo Montefusco sono ora baluardi di verace napoletanità cui aggrapparsi nei momenti difficili. Andato miseramente a ramengo il progetto Ulivieri per un immediato ritorno in A, Totonno (Direttore Sportivo) chiede all’ex compagno di dare dignità tecnica alle ultime tre giornate e di preparare il terreno per il già certo arrivo di Novellino. Il Napoli che si appresta a ricevere il Monza non ha più niente da chiedere a un campionato che è stato un fallimento totale. Onore ai 408 che si presentano ai botteghini del San Paolo mentre la quasi totalità dei circa 15.000 abbonati, delusi e arrabbiati, preferisce andare al mare. Impossibile dar loro torto.
Quelli che, invece, si aspettano molto dalla trasferta sono Frosio e i suoi ragazzi. La stanchezza e la solitudine del presidente Giambelli stanno toccando i vertici più alti. Il futuro societario è contemporaneamente un grosso punto interrogativo e una angosciosa prospettiva senza sbocchi.
In questo contesto il grande lavoro del mister, lo confesso, me lo fa amare sempre di più.
Perchè in una Serie B che, in pratica, è una A2 (Atalanta, Torino, Verona, Genoa e appunto Napoli), Piero tiene il piccolo Monza costantemente fuori dai guai. Qualche bella gioia eccepisce per un paio di scivoloni interni di troppo ma quattro vittorie fuori casa (Cesena, Cosenza, Lecce e Lucca) sono tanta, tanta roba. La quinta, quella che mette il timbro ufficiale sulla salvezza, arriva a Fuorigrotta. L’unico gol monzese di Lemme è ben presto pareggiato da un nettissimo rigore di Turrini. A inizio ripresa un missile di Oddo su calcio di punizione dal limite dell’area regala ai bagaj i tre punti decisivi. Messi in cassaforte da un paio di splendide parate di Aldegani.
Chi viene a Napoli piange due volte: quando arriva e quando parte. La verità di un famoso detto.
Un paio di volte il Monza è tornato (anche) con larghi sorrisi. Lo racconta la nostra grande storia.
Domenica 30 maggio 1999. Napoli, Stadio San Paolo:
NAPOLI-MONZA 1-2 (1-1)
MARCATORI: Lemme (M) al 5’ pt - Turrini (N) su rigore al 22’ pt - Oddo (M) al 5’ st
NAPOLI: Mondini, Daino, Lopez, Nilsen, Mora 1’ st Pesaresi), Turrini, Rossitto, Altomare (34’ st Goretti), Scapolo (20’ st Paradiso), Murgita, Schwoch. A disposizione: Coppola, Malifronte, Mezzanotte, Shalimov. Allenatore: Montefusco
MONZA: Aldegani, Zanetti, Castorina, Smoje, Oddo, D’Aversa, Cavallo (29’ pt Cordone), Masolini, Corrent, Topic, Lemme (18’ st Greco). A disposizione: Colombo, Bianchi, Clementini, Rossi, Vignaroli. Allenatore: Frosio
ARBITRO: Rosetti di Torno
NOTE: Spettatori paganti 408 per un incasso di Lire 8.260.000. Abbonati 14.868 (in larga parte assenti) per una quota partita di Lire 177.000.000. Ammoniti Corrent (M) e Lopez (N). Calci d’angolo 12-1 per il Napoli