di Fiorenzo Dosso
Il suo primo gol da professionista. Quello che non si scorda mai.
Il mio primo articolo da corrispondente per il “Corriere dello Sport”. Impossible to forget.
4 ottobre 1987: Monza-Reggiana 1-0 al Sada. Decisivo e di una bellezza tecnica folgorante.
La magica notte, quella che ha scritto la storia dello sbarco in Serie A.
Il mio sogno cullato da bambino e realizzato da uomo maturo.
29 maggio 2022: Pisa-Monza 3-4 all’Arena Garibaldi. Uno stillicidio di tuffi al cuore.
Io e Giovanni Stroppa: un filo biancorosso non particolarmente intrecciato. Ma pieno di emozioni.
Io e Giovanni Stroppa: ever and forever. Indipendentemente dal risultato di sabato.
Perché non ci può essere confronto tra una partita di campionato - per quanto molto importante e indicativa sarà - e la leggenda con la L maiuscola. Quella che Giovanni Stroppa ha scritto a Monza.
Prima da giocatore: un grande contributo di freschezza e brio nella promozione dalla C alla B del 1987-88 (con la ciliegina della Coppa Italia di categoria) e nella, pur sofferta salvezza, dell’anno successivo.
Ricordo una sua gioiosa e divertita partecipazione alla trasmissione radiofonica che conducevo tutti i lunedì con capitan Saini. A tal proposito, da incorniciare la frase di Fulvio: “Dal punto di vista tecnico Giovanni è il giocatore più forte e completo tra tutti quelli che sono stati miei compagni di squadra”. Parole (e musica) di chi ha indossato il biancorosso per 18 stagioni. What else?
Poi da allenatore. Indelebilmente scolpita la sua firma - umana e gestionale - nella impresa che sembrava maledetta e impossibile. E -invece - si è avverata in una dolcissima notte pisana.
Indimenticabile la sua esultanza sotto la curva Pieri: i pugni roteanti verso il cielo, la sciarpa biancorossa al collo, la felicità sul viso. What else?
Qualche mese prima: 22 febbraio 2022, sagrato del Duomo di Monza. Funerale di Piero Frosio.
Suo allenatore e mentore, mio amico e imprescindibile riferimento nelle chiacchierate calcistiche in Piazza San Paolo. Giovanni guida i biancorossi dall’inizio di quella stagione che si concluderà in gloria, il sottoscritto - per varie vicissitudini - è invece ai margini della stampa cittadina.
Il mister saluta i colleghi con i quali ha rapporti quotidiani, poi mi vede un po’ defilato, mi squadra, si avvicina e, a metà tra una stretta di mano e un abbraccio, mi scalda il cuore: “Ciao! Come stai? Perché non ti si vede più a Monzello? Dai, passa a trovarmi!”.
E lo stesso fa con un altro collega più o meno nella mia stessa situazione.
E’ lo spessore umano - per quello tecnico parlano le promozioni in Serie B con il Foggia e le tre in Serie A con (in ordine cronologico) Crotone, Monza e Cremonese - a fare di Giovanni Stroppa un allenatore speciale. Una persona a cui è facile voler bene. Io gliene vorrò sempre. Tanto.
Per me Giovannino resterà il ragazzo con le guance rosse - un mix tra la naturale giovanile timidezza davanti ai cronisti e i fumanti vapori della doccia - che si presentava in sala stampa alla fine degli anni ‘80. Prima nel casereccio cortile del Sada, poi nell’apposito spazio del Brianteo.
Per me Giovanni resterà il raggiante mister che abbraccia il nostro settore colmo di felicità a Pisa.
Indimenticabile il fotogramma che lo immortala il giorno dopo sul pullman scoperto che attraversa le vie di una città in festa e in amore.
Senza troppi giri di parole, perfetta la sintesi di mister Paolo Bianco - splendido comunicatore - in una conferenza stampa di qualche settimana fa: “Le vittorie consecutive, ovviamente, sono importanti ma quello che resterà davvero per sempre sarà il risultato finale. E Stroppa a Monza ha scritto una pagina indelebile centrando un obbiettivo storico”.
Solitamente chiudiamo la nostra rubrica settimanale con il tabellino di una partita di riferimento.
Mai come questa volta siamo stati davvero in grande difficoltà.
Perché il cuore e la logica avrebbero - a mani basse - la meglio: Pisa, 29 maggio 2022.
Eppure… Eppure… Eppure…
Un po’ per nostalgia, un po’ per datata documentazione ci siamo indirizzati sul 4 ottobre 1987:
quando il ‘cucciolo di Mulazzano’ (splendido copyright non mio) fece innamorare Monza.
Senza immaginare che 35 anni dopo ne avrebbe conquistato definitivamente il cuore.
Domenica 4 ottobre 1987. Monza, Stadio Sada.
MONZA-REGGIANA 1-0 (1-0)
MARCATORE: Stroppa (M) al 10’ pt
MONZA: Antonioli, Fontanini, Mancuso, Pellegrini, Verdelli, Giaretta, Bolis, Monguzzi, Stroppa, Salvadè (Brioschi dal 1’ st), Auteri (Casiraghi dal 43’ st). A disposizione: Pinato, Dellucca, Polidori
Allenatore: Frosio
REGGIANA: Longo, Albi, Dominissimi (Ferretti dal 21’ st), De Agostini, Polverino, Perugi, Neri, De Vecchi, Cornacchini, Bellotorre, D’Agostino (Soncin dal 1’ st). A disposizione: Cesaretti, Cornacchia, Rivi
Allenatore: Santin
ARBITRO: Trentalange di Torino
NOTE: Spettatori 2.500 circa di cui 1.918 paganti per un incasso di Lire 15.852.000 e 400 abbonati per una quota partita di L. 4.500.000